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Mercurio

In questo viaggio è presente anche Francesco. So che c’è sempre ma questa volta abbiamo interagito. Arrivo sul suolo di Mercurio. Non l’ho descritto subito e pertanto ora non lo ricordo. Però ricordo che Francesco mi prende la mano e voliamo sino ad una città molto moderna, con edifici non moto alti ma avveniristici. C’è molta luce. Dall’alto vedo l’estensione della città e, in lontananza, scorgo delle montagne basse e non verdi. Tutto è molto chiaro e luminoso. Atterriamo in un grande spiazzo che fa parte integrante di un esteso edificio ad un piano: ha grandi vetrate ed è molto moderno e luminoso, fatto di un materiale chiaro. È una sorta di industria farmaceutica o della salute. Entro in un grandissimo ingresso dove c'è UN bancone della reception con dietro una donna. Ma non riesco a farmi dire nulla. Intravedo, come anche nel resto della città, degli esseri non umani anche se di tipo umanoide. Mi sembra che abbiano come delle appendici sulla testa tipo due piccole antenne che terminano con piccole sfere (come le lumache, per intenderci). Non faccio in tempo ad osservare bene, che mi sento risucchiata dentro di me e mi trovo improvvisamente in uno spiazzo al limiti di una foresta. Qualcuno mi dice: “È di questa energia che hai bisogno”. Ed effettivamente percepisco una sensazione di rigenerante benessere interiore.

Poi suona il gong del timer. Ritorniamo al veicolo, sempre volando ma sempre molto lentamente. Riprendiamo il volo interplanetario tra Mercurio e Terra. Vedo altri velivoli che transitano, incuranti di me. Forse qualcuno è come il mio. Come vedo anche delle astronavi lontano da me. Mi sento nel corpo. Aspetto qualche secondo e poi apro gli occhi.