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Tramonto

Dialogo con il proprio Sé - 1

Per non abbandonarsi allo sconforto

S.S. – un’altra prova, Ghinny?

S.I. – sì, cominciano a sembrarmi tante… troppe…

S.S. – nell’economia dell’Universo non è così. Non vieni sottoposta a niente di più di quanto tu non possa sopportare

S.I. – eppure ho l’impressione che capitino tutte a me

S.S. – no, tranquilla. Capitano a tutti. Solo che tu ne sei consapevole

S.I. – è come se una parte di me fosse morta…

S.S. – è morta solo quella parte di te che non ti occorreva più. Ma tu rinascerai rinnovata, più forte e più consapevole di prima. Anche questa volta risorgerai dalle tue ceneri, come l’Araba Fenice…

S.I. – e avrò la forza di riprendere il cammino?

S.S. – ancora dubiti? Donna di poca fede! Tu hai un compito e non permetteremo che questo non venga svolto. Sei solo inciampata in una buca più grande. Ma l’abbiamo messa noi: serviva a renderti più forte. Anzi, riprenditi in fretta perché i tuoi compagni di cordata aspettano solo te

S.I. – è doloroso lasciare una parte di sé, ma con l’aiuto di tutti penso che ce la farò

S.S. – e tu conosci il senso di tutto questo

S.I. – cioè? Quello che dovevo imparare?

S.S. – sono domande da farsi? Ma certo! Ora, dimmi, quali lezioni hai appreso? E che, naturalmente, non dovrai più dimenticare

S.I. – fondamentalmente che tutti noi siamo luce…

S.S. – bene… continua…

S.I. – ma che ci dimentichiamo di esserlo…

S.S. – poi…?

S.I. – che ci sono, come dice Neale Donald Walsch, delle anime amiche che si sono assunte il compito ingrato di ricordarcelo

S.S. – perfetto! E questa è una prima presa di coscienza. Ma c’è dell’altro. Cosa mi dici di te?

S.I. – uhmmm…! Forse ho una chiave di lettura di quest’ultima esperienza che magari spiega anche le precedenti… anche se penso che non sia l’unica

S.S. – sentiamo! ...

S.I. – io… cioè noi… non siamo soli!

S.S. – interessante… vai avanti!

S.I. – e se abbiamo fede, l’Universo intero si mobilita per… diciamo così… fare quadrato intorno a noi…

S.S. – brava… stai percorrendo la strada giusta…

S.I – qualcuno mi ha detto: “un angelo non può che essere circondato da altri angeli”

S.S. – certo, è proprio così! Ma tu non ricordavi più di essere un angelo. Ho dovuto fartelo dire da uno di quelli che ho mobilitato per venirti in soccorso. Te ne sei resa conto?

S.I. – ora sì. Sto cominciando a mettere insieme le tessere del puzzle… ho visto crearsi, intorno a me, una cerchia di solidarietà, di affetto e di conforto che non immaginavo! Dalla persona più semplice a quella più consapevole…

S.S. – e chi credi che le abbia richiamate?

S.I. (dopo averci pensato un po’) – …io?

S.S. – bene, bene… procedi bene! Vai avanti, non è finita certo qui! Cos’altro hai appreso?

S.I. – due cose importanti che quasi mi sfuggivano… Una è che siamo tutti una cosa sola, facciamo tutti parte della stessa matrice. Noi non siamo separati gli uni dagli altri, siamo un’anima sola, una coscienza collettiva e individuale al tempo stesso. Stiamo conoscendo noi stessi attraverso il gioco delle parti con gli altri. E gli altri… altro non sono che noi stessi

S.S. – grande!

S.I. – io, attraverso loro, ho avuto una chiara percezione di me stessa, del mio valore, del mio… “essere luce”

S.S. – e poi?

S.I. – ma sempre attraverso la stessa esperienza, ora so che anche gli altri sono “luce” come me. E che io li ho richiamati perché quando una luce, anche se solo momentaneamente, si affievolisce, le altre accorrono per supportarla, per ricordarle chi è, per offrirle il sostegno della propria luce

S.S. – quindi secondo te, sono accorse in tuo aiuto le anime di luce tue sorelle. Solo loro?

S.I. (dopo qualche istante di riflessione) – no, ora che ci penso mi rendo conto che ho avuto l’aiuto sincero e devoto anche di chi, in questo momento, è convinto di farmi del male

S.S. – ma tu sai che non è così

S.I. – è vero, lo so. So che loro, su questo piano terreno, sono convinti di questo e vogliono veramente farmi del male. Ma la loro anima dialoga con la mia e fra esse c’è armonia. Loro, anzi, più degli altri mi stanno aiutando ad acquisire consapevolezza

S.S. – quindi li hai perdonati?

S.I. – ma io non ho bisogno di perdonarli perché non sono consapevoli, su questo piano terreno, di quello che fanno. Semmai provo per loro gratitudine per l’opportunità che mi hanno offerto. Ho bisogno, invece, di perdonare me stessa

S.S. (alquanto sorpreso) – e perché mai?

S.I. – per non aver avuto fede, come hai detto bene tu. Per aver dimenticato, anche se solo per breve tempo, di essere inserita, insieme a tutte le altre anime, in un Piano Divino… semplicemente perfetto!

S.S. – ecco… adesso… sei veramente Me!